Home LA NUOVA SCOPA AGRIGENTO è sempre l’eterna negletta!!!

AGRIGENTO è sempre l’eterna negletta!!!

by mattiagrech
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Sbeeem! Può essere il suono dello sparo di una scopetta, o magari quello di uno schiaffo, non necessariamente fisico, ma anche morale. Proprio come quelli che dava il nostro ammiratissimo  avvocato Salvatore Malogioglio, che scriveva proprio questo duro titolo per il ventennale del suo editoriale “La Scopa”, nel 1965. Seguivano poi queste altrettanti dure parole: 

Speranze, programmi, proposte, promesse, delusioni ! ! !

(Sbeeem!) 

Ma chi era costui, l’avvocato Malogioglio? Un personaggio, certamente, che insieme ad alcuni amici, tra i quali l’avvocato Grillo,  osava dire come stavano le cose ad Agrigento senza alcun timore; che si divertiva a prendere in giro i politici del tempo;  che bacchettava i cittadini, chiamandoli durante i suoi comizi in Piazza Pirandello  “POPOLO DI CORNUTI!!!”. Eppure, nonostante questo appellativo (che di certo non rappresenta un complimento) il popolo agrigentino non si perdeva un suo comizio né un’edizione del giornale, – acquistabile <<anche a cridenza>> – perché sapevano bene che avesse ragione. Parole al  vento tuttavia, per questo l’avvocato scrisse “l’eterna negletta”. In quell’edizione del 16 gennaio del 1965, l’avvocato  tenta di difendersi da quei politici, un tempo suoi amici, i quali hanno accusato lui e i collaboratori del suo giornale di avere il dente avvelenato. E così  fa un excursus, passando da IERI a OGGI ed a DOMANI: parte naturalmente da IERI riassumendo i 20 anni di suggerimenti per piccole e grandi cose da realizzare in  città (dalla creazione di industrie e mercati rionali permanenti alla gestione comunale di alcuni pubblici servizi), ricordando poi di aver chiesto a tutti i politici, dai sindaci ai consiglieri comunali ai deputati indipendentemente dal colore politico, di  partecipare ai comizi per avere dei confronti diretti ed un resoconto del loro operato, davanti al quel popolo <<pecorone>> (altro appellativo poco cordiale) che stava lì ad applaudire, <<a piegarsi davanti al padrone che lo staffila>>. Passa poi – l’avvocato –  all’OGGI del 1965, descrivendolo come un presente statico, del tutto uguale al passato, perché nulla era cambiato in provincia in quei vent’anni di comizi, critiche e suggerimenti di ogni tipo: restavano lo stesso uomini che lavoravano con scarso guadagno e uomini con grosso guadagno che non lavoravano affatto, famiglie che andavano all’estero e contadini che abbandonavano le campagne per gettarsi nell’appariscente guadagno dell’edilizia tanto promossa da un certo partito, quello che possiamo parafrasare come espressione di una <<sovranità popolare di soggetti appartenenti ad una comunità religiosa>>  . Infine, Malogioglio, fa un quadro del DOMANI dove è possibile evincere la sua lungimiranza nell’affermare che << gli uomini (della politica) potranno cambiare, ma non concluderanno nulla>>.

In effetti, riflettiamoci insieme sulla cosa: in trent’anni di denunce fatte ai disservizi della rete idrica, della pulizia delle strade; molto simpatica a tal proposito la poesia del <<Turista Geremia>>  le cui prime strofe recitano cosi:

Quando vengo ad Agrigento
Dice il nostro buon turista
Sono allegro e ben contento
Di girare senza autista
Vado a piedi eppur son lieto:
Quelle strade (che delizia!)
Così zeppe… di immondizia!

dell’impossibilità dei cittadini di poter usufruire del boschetto di Maddalusa come area attrezzata, del traffico della via atenea (dove un tempo il problema era il posteggio e oggi è il transito), dell’assenza di adeguate stazioni degli autobus, dell’ambizione di far diventare Agrigento una città di soggiorno e turismo; per non parlare del problema del lavoro eccetera, eccetera, eccetera…ECCETERA!!!! Cos’è cambiato? Incredibile come dal 1946, quando venne pubblicata la prima edizione di questo editoriale, ad oggi il 2022 ad Agrigento persistano ancora gli stessi problemi. Dunque, Agrigento è vero un’inguaribile negletta? Staremo a vedere! Del resto , il sopracitato articolo terminava con l’auspicio che <<uomini di buona volontà, illustri e capaci, meritevoli o saliti senza meriti>> prima o poi sarebbero riusciti ad operare. Qualcosina è cambiata in fin dei conti, ed alcune opere portate a compimento, come <<i lavori della strada che unisce il piano Madonna degli Angeli con la via Gioeni>>, o il cimitero Piano Gatta.

Caro avvocato Malogioglio, è alla sua anima cui ci rivolgiamo: ci auguriamo che possa essere fiero dei suoi giovani concittadini di quest’era,  i quali hanno deciso ispirarsi a lei per la realizzazione di questa rubrica. Noi che abbiamo deciso di restare in questa terra difficile, a patto di renderla un posto migliore e vogliamo farlo anche attraverso il monitoraggio delle opere (o delle negligenze) delle istituzioni e dei suoi rappresentanti, proprio come faceva lei: con attenzione, simpatia e propositività. 

E ora a te ci rivolgiamo, popolo di….Agrigento: ti chiediamo di prendere con il sorriso le parole che scriveremo o pronunceremo nei nostri servizi. Non offenderti se diremo le cose come stanno, del resto non è colpa tua se in tutti questi anni non è cambiato nulla, bensì dello Stato, del “magna, magna”, della burocrazia e delle matite fornite ai seggi elettorali che scrivono per conto proprio. Con questa rubrica cercheremo di divertirci e far divertire i nostri “follower” , prendendo spunto dal passato e paragonandolo al presente, nel pieno rispetto di persone, luoghi e cose. Ricordatevi che noi questa città la amiamo con tutto il cuore, perciò giuriamo solennemente di avere buone intenzioni. 

A presto! 

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